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Il diario

Numero 12 - Novembre 2006

Quando i sardi vanno a giocare fuori

Sono pervenute, negli ultimi tempi, alcune notizie riguardanti giocatori sardi che hanno disputato tornei fuori dalla Sardegna, o addirittura all'estero. Si tratta di situazioni assai diverse tra di loro. Si va dalla prestazione estemporanea di Giampaolo Buchicchio che in una delle sue ultimamente rare apparizioni in torneo si é ben comportato nel chiuso di Corsico, all'importante esperienza vissuta da Damiano Locci, chiamato a rappresentare l'Italia ai campionati Mondiali Giovanili, ai quali ha partecipato con pieno diritto dopo avere vinto i Campionati Nazionali a Montecatini, alla altrettanto formativa, per altri versi, esperienza dei giovani di Sinnai, impegnati nella fase finale del CIS under 16 in Val d'Aosta, per finire con qualche presenza isolata di nostri conterranei che hanno deciso di fare esperienza fuori dai confini della nostra regione, e si sono presentati alla scacchiera in qualche festival nazionale più o meno prestigioso.
La riflessione immediata che viene in mente é che queste presenze sono, per l'appunto, più o meno estemporanee e, quasi sempre, giocatori che avrebbero bisogno, perché in possesso delle qualità per emergere, di giocare di più in tornei di un certo livello, e quindi di mettersi in mostra in occasioni nelle quali avrebbero maggiore visibilità di quella offerta dalle manifestazioni che può offrire la Sardegna in questo momento, devono limitare le loro presenze nei tornei importanti, rendendo evidenti, una volta di più, i limiti e i problemi dovuti alla condizione di insularità che viviamo.
Le situazioni, come si diceva prima, sono assai differenti tra di loro. Giampaolo Buchicchio risiede ormai fuori dalla Sardegna, e il motivo delle sue limitate presenze nei tornei riguarda i suoi impegni di studio. Damiano Locci é stato sostenuto dalla Federazione nella sua trasferta in Georgia e, a parte questo, approfitta di ogni occasione alla sua portata per misurarsi con avversari più qualificati nella penisola, ma si sa che é la sua famiglia che deve sobbarcarsi un notevole onere economico. Per quanto riguarda i ragazzi di Sinnai, tutti assai volenterosi, oltre che promettenti, basta chiedere ai loro dirigenti per venire a sapere del notevole sforzo fatto dal loro Circolo per consentirgli di affrontare la trasferta valdostana. E per finire, sappiamo tutti che ogni giocatore sardo che vuole fare esperienza fuori, affronta le spese notevoli che l’attraversamento del mare comporta, nonché i disagi che un sistema di trasporti ancora troppo inadeguato costringe a sopportare, ma la conseguenza è che non ci si può permettere più di un viaggio o due l’anno.
Queste considerazioni non vogliono portare a una conclusione precisa. La ricerca di soluzioni ai problemi prospettati deve coinvolgere soprattutto ogni risorsa presente nell'isola nella ricerca di tutti i sistemi per fare in modo che anche gli scacchi possano godere di un adeguato sistema di sovvenzioni. E' una questione che coinvolge la politica, le istituzioni e la capacità e l'intraprendenza dei dirigenti che devono saper valorizzare la bontà e i meriti dello scacchismo sardo. Ma é anche vero che nell'ambiente scacchistico a tutti i livelli é necessario che si sviluppi la consapevolezza che la situazione della Sardegna é particolare e quindi si evitino analisi superficiali e giudizi affrettati che non tengono conto di tutto ciò. Per fortuna non é sempre così e su questo si basa la fiducia che le cose, da questo punto di vista, possano migliorare sempre di più.


Novembre 2006

Giovanni Mascia

 

 
 

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