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Quando
i sardi vanno a giocare fuori
Sono pervenute, negli ultimi tempi, alcune notizie
riguardanti giocatori sardi che hanno disputato
tornei fuori dalla Sardegna, o addirittura
all'estero. Si tratta di situazioni assai diverse
tra di loro. Si va dalla prestazione estemporanea di
Giampaolo Buchicchio che in una delle sue
ultimamente rare apparizioni in torneo si é ben
comportato nel chiuso di Corsico, all'importante
esperienza vissuta da Damiano Locci, chiamato a
rappresentare l'Italia ai campionati Mondiali
Giovanili, ai quali ha partecipato con pieno diritto
dopo avere vinto i Campionati Nazionali a
Montecatini, alla altrettanto formativa, per altri
versi, esperienza dei giovani di Sinnai, impegnati
nella fase finale del CIS under 16 in Val d'Aosta,
per finire con qualche presenza isolata di nostri
conterranei che hanno deciso di fare esperienza
fuori dai confini della nostra regione, e si sono
presentati alla scacchiera in qualche festival
nazionale più o meno prestigioso.
La riflessione immediata che viene in mente é che
queste presenze sono, per l'appunto, più o meno
estemporanee e, quasi sempre, giocatori che
avrebbero bisogno, perché in possesso delle qualità
per emergere, di giocare di più in tornei di un
certo livello, e quindi di mettersi in mostra in
occasioni nelle quali avrebbero maggiore visibilità
di quella offerta dalle manifestazioni che può
offrire la Sardegna in questo momento, devono
limitare le loro presenze nei tornei importanti,
rendendo evidenti, una volta di più, i limiti e i
problemi dovuti alla condizione di insularità che
viviamo.
Le situazioni, come si diceva prima, sono assai
differenti tra di loro. Giampaolo Buchicchio risiede
ormai fuori dalla Sardegna, e il motivo delle sue
limitate presenze nei tornei riguarda i suoi impegni
di studio. Damiano Locci é stato sostenuto dalla
Federazione nella sua trasferta in Georgia e, a
parte questo, approfitta di ogni occasione alla sua
portata per misurarsi con avversari più qualificati
nella penisola, ma si sa che é la sua famiglia che
deve sobbarcarsi un notevole onere economico. Per
quanto riguarda i ragazzi di Sinnai, tutti assai
volenterosi, oltre che promettenti, basta chiedere
ai loro dirigenti per venire a sapere del notevole
sforzo fatto dal loro Circolo per consentirgli di
affrontare la trasferta valdostana. E per finire,
sappiamo tutti che ogni giocatore sardo che vuole
fare esperienza fuori, affronta le spese notevoli
che l’attraversamento del mare comporta, nonché i
disagi che un sistema di trasporti ancora troppo
inadeguato costringe a sopportare, ma la conseguenza
è che non ci si può permettere più di un viaggio o
due l’anno.
Queste considerazioni non vogliono portare a una
conclusione precisa. La ricerca di soluzioni ai
problemi prospettati deve coinvolgere soprattutto
ogni risorsa presente nell'isola nella ricerca di
tutti i sistemi per fare in modo che anche gli
scacchi possano godere di un adeguato sistema di
sovvenzioni. E' una questione che coinvolge la
politica, le istituzioni e la capacità e
l'intraprendenza dei dirigenti che devono saper
valorizzare la bontà e i meriti dello scacchismo
sardo. Ma é anche vero che nell'ambiente
scacchistico a tutti i livelli é necessario che si
sviluppi la consapevolezza che la situazione della
Sardegna é particolare e quindi si evitino analisi
superficiali e giudizi affrettati che non tengono
conto di tutto ciò. Per fortuna non é sempre così e
su questo si basa la fiducia che le cose, da questo
punto di vista, possano migliorare sempre di più.
Novembre 2006
Giovanni Mascia |